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Delizie del Palato

Dedicato agli amanti della buona tavola

I MITILI (LE COZZE) PIACCIONO AGLI ITALIANI.

I MITILI (LE COZZE) PIACCIONO AGLI ITALIANI.

Forse perché confrontate alle raffinate ostriche o perché le migliori non vengono dalla Bretagna, ma dal Mar Piccolo. Aggiungiamo anche che colore e forma non sono entusiasmanti e non giova neanche la mancanza di una fama di potente afrodisiaco delle rivali.
Ma i tempi cambiano, probabilmente anche i budget così è successo che nel 2007, i mitili sono stati tra i pochi abitanti del mare a non perdere quote di mercato in una generale crisi dei consumi alimentari. Agli italiani, insomma, le cozze piacciono ancora. Anzi, considerando che la produzione nazionale è arrivata a 125.000 tonnellate c’è la quasi certezza che ha fine 2008 i dati saranno migliori.
Un successo meritato, in nome della versatilità del prodotto che è protagonista sia nei classici della cucina marinara (dalle cozze gratinate a quelle marinate, dalla bruschetta alle varie paste secche) sia in tante ricette fortemente regionali, che hanno una storia antica. Citiamo la tiedda alla barese, l’impepata di cozze, i moscioli arrosto delle Marche, i muscoli ripieni in Liguria e in Toscana, la zuppa di cozze in Sicilia, la fregola con le cozze in Sardegna e i peoci con Patate in Veneto.

Piatti resi possibili dal fatto che i mitili sono presenti in quasi tutte le regioni di mare, con una produzione di serie e molte specialità.
E che sia un momento favorevole lo conferma l’apertura nelle maggiori città, anche non di mare come Milano e Roma, di locali specializzati o comunque molto attenti a proporle nel menu.
I mesi migliori per gustarle? Luglio e agosto, secondo la credenza popolare (in quanto mesi senza “r”), ma sostanzialmente se ne trovano di eccellenti in ogni periodo dell’anno.

Basta avere un fornitore di fiducia e aprirle prima di qualsiasi preparazione, anche la più semplice che per molti resta la più saporita.

Gli appassionati delle cozze crude esistono. Ma sono sicuramente pochi rispetto Continua..

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Torta / Dolce allo yogurt: soffice e gustoso

Torta / Dolce allo yogurt

Ingredienti necessari: yogurt(a scelta fragola,ciliegia,banana,albicocca) -farina -zucchero -olio di semi -uova -limone grattugiato -pane degli angeli -sale -zucchero a velo

Dosi per 4 persone.
Molto semplice da preparare economico e soffice.
Per un dolce piu’grande raddoppiare tutte le dosi(anche le bustine di pane degli angeli).
Prendere come unita’di misura i vasetti tradizionali dello yogurt.
-1 vasetto di yogurt a proprio piacimento.
-3 misurini di farina.
-2 vasetti di zucchero.
-1 vasetto di olio di semi.
-3 tuorli di uovo(sbattere il bianco a neve e mettere da parte).
-1 limone grattugiato.
-1 bustina di pane degli angeli.
-1 pizzico di sale.
-1 bustina di zucchero a velo.
In un recipiente mischiare tutto assieme.Poi Continua..

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MY BLUEBERRY PIE : crostata ai frutti di bosco e mirtilli

crostata ai frutti di bosco e mirtilli

Ispirata dal film My Blueberry Nights con Jude Law e Norah Jones, recentemente uscito nelle sale, ho cercato nel Web la ricetta della torta ai mirtilli che è il filo conduttore del film e sabato mi sono decisa a prepararne una. Mentre la preparavo, ho capito perché proprio questa torta sia stata scelta come simbolo di una relazione: per riuscire a fare questa torta all’apparenza semplice, serve tempo e pazienza, esattamente come nel caso di un legame sentimentale. Sperando che vogliate provare, eccovi la ricetta che io ho seguito e riadattato.

 

TORTA AI MIRTILLI

NB: Sarebbe consigliato usare un robot da cucina per mescolare gli ingredienti.

 

PASTA: poiché la torta prevede una copertura, occorre realizzare due dischi di pasta, perciò raddoppiate le quantità.

 

60 gr farina 00

120 gr burro

1 cucchiaino da tè di zucchero

1 cucchiaino da tè di sale

60 ml di acqua ghiacciata

 

RIPIENO

 

500 gr di mirtilli freschi o frutti di bosco (senza piccioli e lavati)

30 ml di succo di limone

60 gr di farina 00 (per inspessire il composto)

120 gr di zucchero

30 gr di burro freddo a pezzettini

60 gr di cannella

 

PREPARAZIONE Continua..

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ALLA SCOPERTA DELLA PAELLA VALENCIANA

ALLA SCOPERTA DELLA PAELLA VALENCIANA

Un piatto tipico spagnolo, ma che ha grande successo anche nel nostro paese, è la paella valenciana. Il nome di questo piatto gustoso, nasce dal recipiente di metallo in cui viene cucinata, cioè una padella abbastanza larga ma poco profonda con due manici laterali che servono per impugnare la padella.

I valenciani la usavano già per altri loro piatti tipici, come la fideua. Quante volte, sarà capitato di andare in Spagna e assaggiare la mitica paella e chiedersi come è fatta e quali sono gli ingredienti per renderla cosi appetibile. Questa pietanza, ha origine nella regione dell’Albufera, una laguna alle porte di Valencia.

E’ qui che la nota paella è nata e si è evoluta in tutti i suoi tipi più gustosi. La storia di questo piatto, racconta che furono i romani e i mori con i loro ingredienti a dare la vita a questo piatto unico. I primi portarono l’olio e i mori lo zafferano e il riso.

Col passare del tempo sono nate le varietà della paella, anche se molti sostengono che quella vera, è fatta con qualsiasi ingrediente capitasse sotto mano, in particolare carne di coniglio, pollo e verdure, mentre altri dividono la paella in quella valenciana e nella paella marisco, che è cucinata con i frutti di mare e la paella di pescado, fatta con il pesce e le verdure.

Oggi esiste anche la paella mixta, che si fa con carne e pesce mischiati e la paella coliflor, usata soprattutto durante la Quaresima e fatta con merluzzo e cavolfiore.  

Ma il suo vero successo nacque a partire dal secolo scorso quando essa raggiunse le più grandi città spagnole e ne divenne il piatto domenicale per eccellenza. Non c’è ristorante in Spagna in cui non si serva la paella in tutte le sue varietà, considerando anche che è un piatto unico e molto sostanzioso.

Per assaggiare la vera paella, è bene visitare la splendida Valencia, qui ne esistono le tante molteplicità, come quella alle verdure, cucinata sul fuoco a legna di arancio, oppure quella al nero di seppia, che più comunemente viene chiamata arroz negro.

Comunque se non vi è possibile assaggiare la paella valenciana nel suo luogo natio, basta seguire la ricetta che segue, per preparane una simile:

innanzitutto prendere un pollo e dividerlo in 8 pezzi, tagliare la Continua..

LA MOUSSE DI PANZANELLA – PANMOLLE

LA MOUSSE DI PANZANELLA - PANMOLLELa panzanella, detta anche panmolle, è un piatto tipico primaverile dell’Italia centrale, soprattutto della terra Toscana, nota per le sagre estive che hanno come protagonista proprio questo cibo.

L’origine del nome resta incerta, probabilmente il sostantivo panzanella si riferisce all’abitudine dei contadini di bagnare il pane secco e raffermo e di unirlo alle verdure raccolte nel proprio orticello in una grossa scodella, simile a un’insalatiera; il termine zanella indica infatti una zuppiera. Come possiamo ben notare si tratta di un piatto povero, l’azione di mettere a bagno il pane deriva proprio dalla volontà di evitare inutili sprechi in periodi già di per sé poveri.

Ecco cosa serve per preparare questo antipasto: 150 g di pane raffermo – 30 g di cetrioli – 30 g di pomodori – 20 g di cipollotti – 30 g di sedano – basilico – 4 g di colla di pesce – 1,5 dl di panna liquida – olio – sale e pepe quanto basta.

Elimina con un coltello la crosta del pane raffermo. Poi mettilo a mollo nell’acqua.

Lava i cetrioli, i pomodori, e il cipollotto e taglia finemente tutte le verdure.

Strizza il pane e mettilo in una terrina insieme alle verdure. Aggiungi il basilico e il sedano, che avrai tritato con la mezzaluna. Condisci con olio, sale, pepe e, se ti piace, un po’ di aceto. Continua..

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GUSTOSE CRESPELLE AGLI ASPARAGI

Gli asparagi rappresentano una delle verdure che fa più gola agli italiani. Questo senza dubbio è il periodo più adatto per acquistarli. Si tratta di un alimento che è amato fin da tempi antichissimi. Pare che sia originario dell’antica Mesopotamia, che venisse coltivato nelle zone adiacenti al Tigri e all’Eufrate. Il termine asparago deriva dal latino asparagus, che significa germoglio.

E’ infatti la parte alta del germoglio ad essere commestibile. Gli egizi offrivano gli asparagi in sacrificio agli dei, lo consideravano simbolo di fertilità; i romani non lo facevano mai mancare sulle loro ricche tavole.

Vi indico questa ricetta che sicuramente piacerà a tutti, anche a chi assaggia per la prima volta questo alimento così nutriente.

Per le crespelle occorrono: 190 g di farina – 380 ml di latte – 3 uova – 50 g di burro – sale.

Per la farcitura sono necessari: 24 asparagi grossi (o 36 piccoli) – 100 g di burro – 400 ml di latte – 50 g di farina – 80 g di Parmigiano reggiano grattugiato – noce moscata – sale e pepe bianco.

Mescola uova, farina, un pizzico di sale e noce moscata. Unisci il latte, Continua..

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COME PREPARARE UN’OTTIMA CIMA ALLA GENOVESE

La cima è un secondo piatto a base di carne, saporito e molto nutriente. Tradizionalmente veniva preparato con una modesta quantità di carne, con pochi ingredienti.

Si tratta di una pietanza in origine povera, che ha subito delle modificazioni nella preparazione nel corso del tempo, tanto che, è possibile sbizzarrirsi con i più svariati ingredienti per renderla ancora più gustosa.

Possiamo acquistarla anche già preparata, nelle macellerie o nelle salumerie, dove viene venduta come salume cotto. Dalla Liguria è stata ben presto distribuita in tutto il Paese, apprezzata e quindi realizzata da diverse industrie.

Per chi volesse cimentarsi con questa specialità ligure sono necessari: 700 g di pancetta di vitello (chiedi al macellaio di prepararla cucendo la sacca ai lati) – 200 g di carne di vitello magra a pezzetti – 200 g di piselli freschi – 6 uova – 100 g di Parmigiano reggiano grattugiato – 100 g di animelle – 100 g di mollica di pane – ½ cervella – 1 spicchio di aglio – 1 cipolla – 1 gambo di sedano – 1 carota – 1 bicchiere di latte – maggiorana – prezzemolo – sale – olio extravergine di oliva – spago per alimenti.

Scotta le animelle con la Continua..

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LA BONTA’ E LA LEGGEREZZA DEL RISO

LA BONTA’ E LA LEGGEREZZA DEL RISO

Il riso è un alimento sano e genuino. Costituisce per oltre la metà della popolazione umana il principale alimento, è molto amato soprattutto per la sua ricchezza nutritiva.

E’ ottimo per la preparazione di varie vivande, tra le più comuni il minestrone di riso, il riso in bianco, le frittelle di riso. Lo si abbina facilmente a qualsiasi cosa.

Fornisce al nostro organismo carboidrati, alcune proteine, zuccheri, ferro, fosforo e calcio. Ha un’alta digeribilità, ideale quindi per dire basta alla classica sonnolenza che si manifesta dopo i pasti, per sentirsi più leggeri e riprendere al meglio l’attività che ci teneva impegnati prima della pausa pranzo.

Vi propongo di realizzare tre piatti appetitosi e fantasiosi, ottimi per trascorrere un’allegra cenetta con gli amici. Si tratta di pietanze che sicuramente fanno gola a chiunque.

Le ricette sono realizzate con ingredienti sufficienti per quattro persone.

RISOTTO ALLE FRAGOLE.

Gli ingredienti sono i seguenti: 350 g di riso – 250 g di fragole – 6 foglie di menta – mezzo litro di Calvados – un litro e mezzo di brodo di verdura – uno scalogno – 70 g di parmigiano – 100 g di burro – sale.

Lava e taglia a fettine le fragole, taglia a strisce la menta e trita lo scalogno. In una casseruola con trenta grammi di burro rosola lo scalogno, aggiungi il riso, bagnalo con la metà del Calvados, e sala.

Unisci la metà delle fragole, cuoci per due minuti, bagna con il brodo e rimetti sul fuoco per dieci minuti. Versa le fragole rimaste, bagna nuovamente con il Calvados e termina la cottura per latri otto minuti. Togli la casseruola dal fuoco e amalgama il risotto con il burro rimasto, il parmigiano e la menta.

PERE DI RISO CON FUNGHI

Occorrono: Continua..

UNA PRELIBATEZZA LIGURE: LA TORTA PASQUALINA

LA TORTA PASQUALINA

La Torta Pasqualina è un cibo simbolo della Liguria. Come ricorda il nome, viene preparata per far parte del pranzo pasquale, ma è ottima anche in altre occasioni.

Le sue origini risalgono al lontano 1400. Si chiama torta, ma in realtà è un cibo salato, realizzato con i prodotti più semplici che la terra possa offrire. Pezzo forte tra i suoi ingredienti è la bietola, è l’elemento che è presente nella torta fin dalla sua nascita, poiché le bietole di campagne erano alla porta delle tasche di tutti, erano vendute a buon mercato e inoltre molti contadini potevano raccoglierle direttamente dai loro campi.

Per prepararla serve: 600 g di farina – 500 g di bietole – 8 uova – 300 g di quagliata – ½ cipolla – 1 sacchetto di funghi secchi – la mollica di un panino – 25 cl di latte – 100 g di Parmigiano reggiano – olio extravergine d’oliva – 1 cucchiaino di maggiorana tritata – sale.

Impasta la farina con mezzo bicchiere d’olio e acqua fino a ottenere un composto morbido. Dividilo in tante palline non più grandi di un uovo, mettile su un tagliere infarinato, coprile con un canovaccio e lascia riposare per due ore.

Lessa le bietole in acqua bollente per dieci minuti. Poi strizzale e passale per qualche minuto in padella con poco olio.

Immergi i funghi nell’acqua tiepida e lasciali in ammollo per alcuni minuti. Poi falli rosolare per pochi minuti con poco olio e cipolla tritata, togli dal fuoco e lascia intiepidire.

Bagna nel latte freddo la mollica di pane. Poi, Continua..

La Pastiera Napoletana: eccovi la ricetta

La Pastiera Napoletana

Pasqua è da poco trascorsa, tutti conosceranno le mille prelibatezze che questa festa ci riserva. Ve ne consiglio una davvero ottima, non solo in occasione della suddetta festa, ma da realizzare anche per il piacere del palato di ogni giorno.

Sto parlando della Pastiera napoletana. La pastiera napoletana è un dolce amato da tutti, grandi e piccini, che vanta una tradizione molto lunga. Nel tempo le modalità di preparazione di questa squisitezza sono divenute le più svariate, anche in conseguenza del fatto che il dolce campano è stato “esportato” un po’ ovunque. Ma, come è risaputo, le cose più semplici ed originali sono sempre le migliori. Infatti vi indico la ricetta base di questo prodotto così come è stato creato nella terra del Vesuvio.

La ricetta tradizionale della pastiera realizzata a Napoli prevede di utilizzare cedro, arancia, e zucca candita, ma si possono usare anche i canditi misti che puoi trovare più facilmente al supermercato. Se qualcuno non li predilige, si può comunque non rinunciare al tocco aromatico e fruttato che questo ingrediente dà alla pastiera. Come? La soluzione è davvero semplice: basta passare i canditi nel frullatore e poi aggiungerli all’impasto.

Gli ingredienti per otto persone sono: Continua..

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